CRONACA DI UN PASSATORE

Ore 12.17 di un sabato di fine maggio. A Firenze fa caldo, tanto caldo. La giornata è assolata e torrida, perfetta per chiudersi in un bel museo al fresco dell’aria condizionata, di sicuro poco adatta per fare una gara di corsa, anzi, LA gara di corsa: il famoso Passatore, i rinomati e tremendi 100km che uniscono Firenze a Faenza.
Insomma, scendiamo dal treno e attraversiamo Firenze in direzione Piazza della Repubblica dove prendiamo il pettorale e “saggiamo” l’ambiente. I portici della piazza sono degli enormi spogliatoi all’aperto dove oltre 2700 atleti (record della manifestazione) si preparano ad una delle gare più dure e affascinanti del Bel paese.
Alle 15 lo start dalla via più prestigiosa della città: Via dei Calzaiuoli.
Per 5 km si va pianissimo. Siamo tanti e le strette stradine cittadine non aiutano. Si resta imbottigliati varie volte ma nessuno si preoccupa. Il tempo in una gara come questa è di secondaria importanza. Quello che invece preoccupa è la temperatura che continua a salire e soprattutto la strada che non offre ripari. Al 5km, sotto il classico “sole che spacca le pietre” si comincia a salire verso Fiesole. La salita è ripida, in alcuni tratti Medaglia Passatore 2016molto ripida, il sole la rende a tratti impossibile.
Verso il 17km la strada inizia un po’ a spianare ma ormai il sole, il caldo e la salita lascia tutti senza forze.
Al 18km Inizia finalmente la discesa verso Borgo S.Lorenzo e qui di ombra fortunatamente ce n’è molta. Purtroppo però il fisico deve ancora riprendersi dai primi 17 km e ogni passo sembra una martellata sui quadricipiti. Non si fa neanche a tempo a recuperare che si arriva a Borgo S.Lorenzo, famoso per la pista del Mugello e per l’inizio della fatidica salita che porta alla “Colla”: 17 km di salita velenosa, sanguinaria, mortale!
Si inizia subito con uno “strappo” molto molto ripido di circa 1km che obbliga a essere molto prudenti e che quindi per lo più si cammina (a meno di non chiamarsi Giorgio Calcaterra ovviamente). Dopo questo strappo la strada sale abbastanza ripida ma “corribile”. Almeno fino al 39º. Lì inizia LA SALITA! Fino al 48º km, alias al passo della Colla di Casaglia è d’obbligo camminare (tranne rarissimi tratti in cui spiana un po’). Arrivo al passo devastato! Non sento più le gambe e ho forti dolori alla schiena.
Prendo la borsa di “metà cammino” e mi cambio la maglietta. Nonostante i 1000mt di quota e il fatto che sono quasi le 9 di sera fa caldo anche lì e decido per una semplice maglietta a maniche corte. Un po’ di vaselina per gli attriti, luce da testa, iPod e via! Si riparte!
Subito il rifornimento: un po’ di uova sode, 2 banane, acqua e coca-cola. Poi giù a cannone in discesa! 20 km di discesa spettacolare immersi in un paesaggio che sembra lunare.
4-4.20 a km per 20 km. Le gambe sembrano nuove. Quelle massacrate alla Colla un lontano ricordo. Supero tanta gente. La cosa aiuta e mi fa andare ancora più forte. Arrivo a Marradi (65ºkm) come un fulmine. Proseguo altrettanto forte. Al 70º la gara spiana. Sono in tabella per chiudere sotto le 11 ore. Tutto ok fino al 75º. La discesa è finita da 5 km ma le gambe ancora vanno. Poi, di colpo, CRAMPI! Maledetti! Prima l’adduttore destro, poi il polpaccio sx, poi entrambi i quadricipiti. Addio la possibilità di andare sotto le 11 ore! Però….però c’è comunque il modo di battere il mio personale (11h29′). E allora decido di fare gli ultimi 25 km di “testa”. Rallento bruscamente. Con 7/km riesco a chiudere in 11.22. Fortunatamente il dio Eolo dà una mano e ci spinge con un deciso vento alle spalle. Controllo il Garmin in continuazione. Riesco a stare per 25 km tra 6.40 e 7 a km. Gli ultimi 10 km sono tutti di rettilineo. Mi concentro sulla musica del mio iPod mentre fisso ipnoticamente la striscia della carreggiata. Questo mi aiuta a distrarmi e a non scoraggiarmi.
Cartella di Faenza. 3 km alla fine. Il rettilineo continua. La striscia della carreggiata mi salva. La musica mi distrae. 2 km all’arrivo. Un ciclista di supporto mi dà la sua acqua. Gli sarò grato a vita. Ultimo km. Finisce la campagna, si entra finalmente in città. Qualche nottambulo a bordo strada fa il tifo. Spengo la musica. Mi voglio gustare l’arrivo in Piazza del Popolo. Una delle piazze più suggestive d’Italia. A 300 mt dall’arrivo recupero un ragazzino distrutto dalla fatica e lo costringo a correre. Arriviamo insieme mano nella mano. Pacemaker una volta, pacemaker per sempre!Crono 100km Passatore 2016
Guardo il Garmin: 11h21’30”. Personal best. Oltre 8′ meglio dello scorso anno. Soddisfazione.

Si recuperano le borse (quella della Colla e quella dell’arrivo), medaglia, diploma, si consegna il chip e via, con 5′ di navetta si va in palestra per una bella doccia calda….
Aaaah!!! La caldaia è rotta!! La temperatura dell’acqua è all’incirca a -2ºC, non ghiaccia solo perché è corrente!
Comunque anche questa prova è superata. Contenti e soddisfatti si torna a casa.
Forza Virtus!

Il vostro Virtuoso virtuale
L.

10 comments

  • Giuseppe Petrone

    Mi hai fatto commuovere. Ti ho seguito su Mysdam live fino a mezzanotte, e quando mi sono svegliato alle tre per bere. Ho visto solo allora che avevi finito, sono stato contento, e sono contento che sei riuscito a migliorare. Una gara incredibile, e si capisce bene da come riesci a narrarcela. Bravo e ancora complimenti

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    • Grande Giuseppe! Il prossimo anno si fa insieme!!

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  • Silvia

    Ho letto il racconto in apnea, anche se conoscevo già il finale…..E’ stato emozionante, leggere seguire con quanto entusiasmo hai preparato la gara. Complimenti…grazie per aver condiviso la tua esperienza con noi.

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    • Grazie Silvia, è un piacere sapere che il racconto ti sia piaciuto.

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  • Adolfo

    Racconto avvincente ed emozionante. Bravo Luca!

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  • tullio

    Bravo Luca.
    E” stato bello leggerti

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  • Roberto sticca

    Bravissimo Luca , è impressionante come si riesce a parlare del 75′ km e ancora avere la testa e le gambe per farcela…. Bravissimo!!!

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    • Luca

      Grazie Rob!
      Quando vieni a correre a Villa Ada? Ti aspettiamo!

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  • Andrea

    Me ne avevi parlato con tanto entusiasmo nonostante fossero passati due mesi, che morivo dalla voglia di leggerlo. Mi è venuta la pelle d’oca…grande Luca

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    • Luca

      ; )

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