IMG_1532Domenica 29 maggio 2016. Una data da ricordare per la VVA. Per la prima volta nella sua storia infatti un suo atleta completa la 100km del Passatore (3027 iscritti/2042 arrivati). Siamo felici di pubblicare una piccola intervista al nostro campione: Francesco de Facendis!

 

Allora Francesco, prime impressioni a caldo sul Passatore?
Il Passatore, come da aspettative, è stata una gara dura e di soddisfazione; tante salite erte e lunghe che hanno messo a dura prova le gambe e poi molto sole e caldo che hanno provato il fisico e ridotto le energie da subito.

Sei soddisfatto del risultato (Real Time: 13h34′ 14″ – N.d.R)?
Molto soddisfatto, ho fatto 3/4 di gara con due amici chiacchierando e supportandoci vicendevolmente; poi, dal 70°Km li ho salutati e ho corso con un ritmo un po’ più sostenuto sino alla fine senza crampi crisi o altri problemi. L’arrivo me lo sono goduto lucidamente e questo mi ha lasciato una gran bella sensazione.

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Io, Luca e il Passatore – Firenze – Piazza della Repubblica

A proposito di sensazioni, come erano quelle nei giorni antecedenti la gara?
Non avendo mai corso una gara di tale lunghezza e dislivello, ero un pochino teso, per non dire preoccupato.

Quali sono le cose che ti sono piaciute di più? E quali quelle che ti sono piaciute di meno?
I luoghi sono belli, si attraversano paesi caratteristici e molta natura, di notte il buio totale illuminato dalla “frontale” è coinvolgente, così come le rane che gracidano e le lucciole luminosissime che volteggiano ai lati della strada. Di negativo il grande numero di persone e macchine a supporto dei corridori che in alcuni, troppi, punti rovinano l’atmosfera di tranquillità e di “corsa con sé stessi”.

Come ci si prepara fisicamente a una gara del genere?
La preparazione inizia o dovrebbe iniziare molti mesi prima con un percorso di avvicinamento programmato; in mancanza si rischia di soffrire troppo o di non finirla o, peggio ancora, di finire su una delle tante ambulanze che hanno fatto avanti e indietro continuamente.

Ci sono stati momenti in cui hai pensato di non farcela?
Fortunatamente non ho avuto alcun problema fisico o “di testa”. No, dopo lo start di Firenze non ho mai pensato di non farcela. Ci sono stati sì dei momenti duri ma ho stretto i denti e ho continuato a correre.

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Al cambio vestiti alla “Colla”

Durante il percorso pensavi a qualcosa che ti ha sostenuto oppure avevi la mente libera e pulita come l’aria?
Correndo si pensano sempre tante cose. Se poi la corsa è lunga e parte di notte i pensieri più svariati ti fanno molta compagnia, oltre agli amici con i quali si corre. Ho avuto la fortuna di correre con Giorgio Manoni che conosco da “soli” 34 anni e che reputo uno dei migliori e più esperti “ultra-runner” che io conosca, e  con Antonio Correnti, conosciuto da poco ma con il quale sono entrati da subito in sintonia; entrambi hanno una gran testa e la loro ironia li ha resi dei compagni perfetti per questa avventura. Non posso non ricordare Luca che mi ha coinvolto, con il suo entusiasmo, nella sua preparazione. Grazie!!

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Francesco, Giorgio e Antonio…freschi come rose!

 

Qual è stato l’istante in cui ha deciso di affrontare l’impresa?
Ho avuto ammirazione/dubbio sull’intelligenza di una coppia di amici che qualche anno fa mi hanno raccontato di averla fatta e di averla fatta insieme in quasi 14 ore! Hanno una foto che li immortala tagliare il traguardo insieme. I loro racconti mi avevano in qualche modo affascinato! La loro foto era significativa. Sono passati alcuni anni e, passo dopo passo, mi sono avvicinato all’idea di provare. E’ stato un percorso a tappe. Solo dopo l’ultima di queste tappe mi dono deciso finalmente a provare!

Organizzare una gara di 100km che attraversa 2 regioni non deve essere facile. Come ti è sembrata l’organizzazione?
L’organizzazione è stata puntuale e soddisfacente in tutte le sue esteriorizzazioni: dai ristori alle tende massaggi e Croce Rossa sempre presenti, per arrivare alla possibilità di riposare nel dopo gara dopo una bella doccia…gelata! (la caldaia è stata riparata alle ore 10 – N.d.R.)

Grand Hotel Passatore

Grand Hotel Passatore

Si dice che sia una gara che vada “digerita” col tempo. Che appena si finisce si dica “mai più!” ma che poi si rifaccia ogni anno. Nel caso dovessi rifarla, come la affronteresti ora che sai cosa ti aspetta?
Vedremo…se per esercizio di fantasia dovessi rifarla non mi fermerei al Passo della Colla dove abbiamo perso 40 minuti per cercare borsa e per cambiarci; cercherei di farla “in autonomia” portando con me un piccolo cambio essenziale. Per il resto farei esattamente quello che ho fatto: tranquilla sino a quando spiana e poi dal 70°Km proverei a mantenere un passo più vivace…anche per tenersi svegli! 🙂

E ora, last but not least, ci puoi dire a chi è dedicata questa impresa?
Certo! Non può che essere dedicata a Nat, la mia fantastica moglie, a cui sarò sempre grato per la pazienza, il supporto e l’amore con cui mi ha sostenuto – e a volte sopportato – in questi mesi di lunghi allenamenti; per aver capito ed incoraggiato questo mio desiderio che ha inevitabilmente tolto tempo alla famiglia. Grazie Amore mio!!

 

I complimenti a Francesco da parte di tutti per aver portato a termine l’impresa e per aver iscritto il nome della VVA negli annali di questa splendida e famosa competizione.

Forza Virtus!

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