Domenica 5 giugno si è corsa una delle più belle e suggestive gare italiane: la Cortina-Dobbiaco run.

La Virtus Villa Ada ha messo “in campo” 2 super atleti: Massimo ” il Pighi” e Tullio Passarelli.

Abbiamo chiesto loro di scriverci le loro sensazioni post-gara. Ecco quello che ci hanno raccontato:

Graziato dalla pioggia che da giorni bagnava quelle località, ho goduto di una mattinata perfetta con nuvoloni che proteggevano dall’eccessiva calura del sole. Il percorso parte da Cortina con 14km di salita, mai troppo impegnativa e 16km di discesa fino a Dobbiaco, il tutto su una strada battuta, attraverso scenari stupendi, tra gallerie, ponti sospesi su gole, accanto a incantevoli laghetti e torrenti e con le spettacolari Dolomiti sempre sopra la testa. Una delle corse più belle che io abbia mai fatto. Arrivo al traguardo poco sotto le 2h46′. Molto buona l’organizzazione, forse solo un po’ risicato il ristoro finale.

Massimo

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Cortina, 6 giugno 2016.

Il tempo sembra tenere.
A dispetto delle catastrofiche previsioni meteo, un pallido sole si annuncia tra le Tofane, il Cristallo e il Pomagagnon.
La temperatura è ottimale. Il luogo, tra i più belli in assoluto.
In una Cortina fuori stagione, migliaia di corridori si radunano nel vecchio stadio del ghiaccio, ancora bellissimo, costruito per i Giochi Olimpici del 1956.
Con una procedura inusuale, i concorrenti vengono fatti uscire in blocchi compatti già dallo Stadio, per raggiungere già ordinati la griglia di partenza ( a circa 1 km) ,dove rimarremo fermi più di 30 minuti, per fortuna senza il previsto diluvio.
Si parte subito in leggera salita, per un breve tratto asfaltato, poi la strada si impenna e lascia spazio ad un sentiero abbastanza comodo (Il tracciato segue la vecchia ferrovia cortina-dobbiaco, costruita quando l’Alto Adige era ancora sotto l’Austria, e poi dismessa).
Si passa accanto all’ospedale Codivilla, per poi salire con pendenzacostante, fino al passo di Cimabanche a circa 1500 mt. di altitudine passando attraverso anche un paio di gallerie, che fanno impazzire il gps.
Per me è la prima 30 km cui partecipo, e lo sterrato la rende più difficile, per cui ho scelto di restare sul guardingo.
Dopo aver scollinato il passo si passa per quello che è forse il tratto più bello, tra Carbonin e il lago di Landro.
A destra, tra le nuvole, si distinguono chiaramente le 3 Cime di Lavaredo.
I luoghi sono fantastici, tra boschi, laghetti, ponticelli. Un piacere correre.
La seconda parte della gara è tutta in discesa, fino a Dobbiaco, alternata a tratti in piano.
Nonostante me la sia “presa un po’ comoda”, alla fine ho alcuni attacchi di crampi, che però controllo. Effetto comunque di una distanza cui non sono abituato e dello sterrato che la rende più faticosa.
Arrivo a Dobbiaco con 2h29’53.
Si, forse mi sono lasciato un po’ rallentare dal paesaggio.
Tornerò, magari più competitivo.

Tullio

 

Ricordiamo i tempi finali dei nostri atleti: Tullio ha chiuso in 2h29’53” mentre Massimo ha chiuso in 2h46’59”. Bravi! Bravi! Bravi!

Forza VVA!

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