Ecco la Terminillo Skyrace del 3 luglio 2016 vissuta dal nostro Antonio Favarò.

“Riconoscere i propri limiti. Ieri ho conosciuto i miei. Correre, se così si può dire, una competizione del genere è veramente difficile specie senza averla preparata minimamente.  Penso sia stata una delle più belle esperienze della mia vita. La montagna mi ha insegnato a rispettarla. Sono partito spavaldo dicendo che vuoi che sia una Skyrace, hai corso mille gare e non ti sei mai arreso. Ma già alla partenza mi sono detto che ci fai qui. Io con le mie Nimbus, un marsupio, dei tubolari per le braccia, il completino Virtus.  Tutti gli altri,  scarpe tecniche, abbigliamento tecnico, bastoncini. Ho ripetuto  che ci faccio qui. Comunque parto. 300 mt di pista e poi su , sempre più su, c’ è chi già si ferma. Capisco perché. In soli 800 mt una parete con dislivello 50 + mi porta al Terminelluccio 2100mt. La respirazione procede a stento. La FC arriva a 198bpm. In diversi mi superano. Le Nimbus non hanno Grip. Rischio tre quattro volte di scivolare. Comunque arrivo in vetta. Mi rianimo, penso adesso sarà più facile. È discesa . Si cammina anche in discesa. La paura fa novanta come il mio numero. Guardo giù è uno spettacolo. Ma se ci vado a finire io giù che spettacolo è? Arrivo finalmente tra sassi, carrareccia nel faggeto si riesce finalmente a correre. C’ è una possibilità deviare per la Skyrace più corta, ma non so perché continuo per la lunga. Ancora salita poi discesa, radici sassi, avvallamenti, rami sporgenti, è un meraviglioso paesaggio. Poi un bosco fittissimo , un vecchio abbevatoio e poi un altra salita sassi, rami, sporgenze sei solo con te stesso è tutto bellissimo. Salita, Salita. SONO stremato arrivo al Rifugio La Fossa, volevo che fosse la mia resurrezione, ma sento una voce che mi sussurra sono la Montagna hai perso. Mi guardo dentro e umilmente chiedo scusa. Mi ritiro a poco più di metà gara. Consegno il chip.Mi mancano le forze.  L’orgoglio mi fa correre per un sentiero consigliatomi dall’ organizzazione fino alla zona di partenza ma la montagna ha vinto”

 

 

3 comments

  • Giuseppe maria Petrone

    Antonio, complimenti. Non penso abbia vinto la montagna, penso abbiate vinto entrambi. Tu hai capito il tuo limite ed hai saputo rispettarla, perché lei ti ha offerto la sua bellezza. Lei ha vinto perché è riuscita a conquistare un atleta che ha conosciuto un altro modo di vivere la corsa. La gara che hanno organizzato questa volta era veramente impegnativa. Molto più di quella che ho corso lo scorso anno. Arrivare subito sulla vetta e poi ridiscenderne, e continuare tra salite e discese, sentieri, boschi e radure non è semplice. Penso che tu sia stato molto bravo. Il Trail e soprattutto i vertical vanno ben preparati. L’equipaggiamento è molto importante, le scarpe giuste fanno la differenza e ti danno quella sicurezza che è essenziale quanto corri in mezzo alle nuvole. Grande Antonio, complimenti ancora

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  • Andrea

    Giuseppe ha ragione, hai fatto la tua esperienza. ..se i boschi ti son piaciuti, adesso sai che è meglio andarci con altre scarpe, semplice ! :0)

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  • Sandro

    Bravo lo stesso Antonio la prossima la prepariamo insieme.Sandrino

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