Dopo la bravata solitaria del 22.8.2015, con la maratona islandese di Reykjavik chiusa in 3H48, Francesco Giorgio – detto “Jamme Ja” – ha bissato l’evento estivo. Riportiamo con orgoglio e ammirazione il suo mitico racconto:
“Stavolta, di turno per i 42.195 mt, i boschi di Helsinki. 
Dopo 48 ore dall’arrivo in Finlandia, la gara del 13.8.2016 – pomeridiana, come mai prima, tanto per complicare la situazione – con temporali a 12° C, invece del triplo dei gradi che si registravano alla partenza da Napule. H - Maratona 15

Il nostro Uomo delle Alte Latitudini, sorpreso – infreddolito – alla fermata del tram, stava per rinunciare. 

Poi, la decisione di andare dietro alla scia emotiva della sala d’attesa gremita nel Villaggio della HCM ed al grido di guerra del dj Linus rivolto al Vicino Sconosciuto nelle tante New York: “sei fortunato ad essere qui, Amico. Abbassa la testa e preparaTi a correre”(dal libro “Parli sempre di corsa”). 

La pioggia incessante non ha impedito pur mediocri intermedi, con mezza distanza a 1h44′ / 30 km in 2h32′ / 34 in 2h58′. 

H - Maratona 17Al 39°, il passaggio a 3h32′ lasciava sperare di non travalicare le 4 ore ma a seguire – sfumando l’obiettivo – una passeggiata anticrampi, nei Giardini del Centro che accompagnano all’Olympiastadion sulla via intestata al leggendario Paavo Nurmi alias “Flying Finn” che laggiù resta l’Eroe Nazionale con i 9 ori olimpici negli Anni Venti del secolo scorso. 

Sulla pista di atletica, negli ultimi metri, consumate le risorse residue per esibire – nell’ormai solito Gesto Liberatorio – la divisa sociale, sul traguardo e nella foto con medaglia. 

In conclusione, con real time di 4h09’10” e passo di 5’55” al km, classificato 1.227° – tra 2.718 Finishers – su 2.882 Starters.

Anche gli ultimi chilometri, per restare all’Umiltà del perciò grandissimoH - Maratona 6 Tonino Favarò nella scalata della Terminillo Skyrace, possono inginocchiarTi ed è inutile cercare alibi sul percorso tosto di saliscendi continuo dove perfino Giorgio Calcaterra si è rassegnato – lì, nel 2006 – ad un 2h35’56”, molto più lento di come ci ha abituati. 
Mai pensare di avere vinto, sulla Magica Avventura che è – da sempre – una competizione del genere.
Come ha sentenziato “o’ mastro” leprotto Giancarlo Cesetti, indomabile pure al ritorno dalle splendide 3h32′ a Padova nello scorso aprile, “non è finita, il conto resta aperto” e – prima o poi –
andrà regolato, per migliorarsi nella Sfida con Se Stessi più che contro il cronometro impietoso a scandire il nostro Faticoso Cammino.”

Grande Francesco!

Jamme Ja VVA!

H - Maratona 2H - Maratona 10H - Maratona 21H - Maratona 26

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