dal nostro inviato speciale Fabio “culo di piombo” Masotta

Un 10 mila nell’Isola che c’è – Cronaca della CorrIsernia 2016

Esiste davvero cari miei, il Molise è un’isola nel cuore dell’Italia che pulsa e sorprendentemente anche molto forte. E non parliamo dei bellissimi paesaggi montani della Catena delle Mainarde o dei meravigliosi formaggi di Capracotta ed Agnone, ma parliamo di atleti eccezionali che allenandosi per molti mesi l’anno sotto la pioggia e al freddo, su percorsi molto spesso in pendenza, ottengono primati nazionali ed internazionali su lunghe distanze e Trail. Tra questi Molisani fenomenali ce n’è uno speciale, che oltre l’amore per lo sport ha ereditato dai popoli Sanniti soprattutto il cuore generoso e l’appetito da lupo appenninico. Parliamo del nostro Ivan Iannone detto anche “Spillone”, per via della sapiente tecnica di rimprovero in corsa che spesse volte ha esercitato con successo sullo sventurato sottoscritto, Fabio Masotta, chiamato con affetto dal nostro Max  anche “Culo di piombo”.2

In questo panorama di paesaggi e personaggi si è svolta il 18 Settembre la CorrIsernia, gara poco conosciuta fuori dei confini regionali.

Si tratta di una bella 10km cittadina su un anello di 3.330 metri, da ripetere per 3 giri. Partenza alle 17.30.

Noi pronti ed imprecanti già dalle 16 per una pioggia battente che non dà speranze per i deboli di ossa. La città è deserta. 16°C che non promettono nulla di buono. Ci dovremmo scaldare ma il timore di congelarci prima del previsto ci porta a rimandare fino a 15 minuti prima dello sparo. Poi ci facciamo coraggio e cominciamo a scioglierci un po’ i muscoli lungo il Corso principale. Malgrado tutto, puntualmente gli atleti si assembrano fitti presso la partenza. Vogliamo partire e ci facciamo caldo gli uni vicini agli altri. Il diluvio non accenna a placarsi… poi, di improvviso, Bang!!3

Il ritmo della gara non sembra incalzante, soprattutto per il primo giro di questo percorso articolato di curve strette, rettilinei stesi con salite e discese divertenti. Il primo giro passa in fretta, si può cominciare a spingere ma, forse per il timore di scivolare o per la pioggia che rende ciechi a tratti, perdo secondi.

1Ivan invece sta vivendo questa gara con un altro spirito. Un brutto infortunio lo ha tenuto ai box per quasi sette mesi e questa gara, per lui, ha il sapore e l’ebbrezza della ripartenza. Il suo obbiettivo principale è concluderla con assenza di dolori. Costanza di passo senza strafare e, soprattutto, divertimento.

Io invece non giro bene, mi servirebbe proprio la provvidenziale “punzecchiata” del buon Ivan per riaccendere la scintilla ma dovrò trovare stimoli altrove. Un ragazzo mi si affianca per superarmi. Mi incollo a lui ma dopo un chilometro mi supera, accidenti! Poi vengo affiancato da un’atleta giovanissima. Magra e piccolina che sembrava un Elfo arrivato dal nulla. Ad un intermedio la sento chiamare come prima femminile passata in testa della sua categoria. Mancano due chilometri, non me la faccio scappare, mi accodo.

Ivan intanto, piede piede, avanza come una locomotiva senza perdere né aumentando il ritmo, forse anche troppo al risparmio, poi penserà.

Io intanto sono di inseguimento della runner-elfo ed ammetto di aver girato bene gli ultimi due chilometri, tanto da recuperare egregiamente il ragazzo che un giro prima mi aveva sorpassato. Lo sento ansimare ed io mi faccio forza per non mollare.

Finalmente inizia la discesa dell’ultimo chilometro, tocca svegliarsi e sfruttare quei 20 cm di gamba in più che babbo mi ha fatto, quindi niente scuse. In quell’istante sento gridare dall’alto di una finestra “Forza Fabio, recupera!!”. Alzo la testa e vedo su un terrazzo i figli di Ivan che salutano e brandiscono un sacchetto di ciambelline al vino appena sfornate che stavano preparando mentre ci accingevamo, io ed Ivan, ad uscire un’ora prima.

6Per meritarmi l’abbuffata dovevo mettercela tutta per forza. Butto giù la capoccia e parto all’attacco. Riesco a concludere la discesa in vantaggio sull’Elfo di circa 5 metri e dopo una curva stretta ecco davanti 300 metri di salita fino all’arrivo. Forza non mollare, Villa Glori ti guarda, ho pensato. La salita è dura ma in quell’istante la pioggia si placa e dare il massimo risulterà inevitabile!


Mi guardo intorno e davanti non ho che una quarantina di avversari più meritevoli. Appena sopra i 40’ ma con tutta quell’acqua con indumenti e scarpe pesanti come pietre ci posso stare e sono felice.

Cerco indietro l’amico Ivan che, dopo una decina di minuti, taglia anche lui il traguardo, sciolto e felice anche lui di esser tornato a gareggiare finalmente senza dolori.

Che bello, all’arrivo, alzare poi gli occhi e trovare nuvole diradate contornate da colori brillanti di una pioggia ormai lontana. Il respiro ora rallenta, si abbraccia l’amico, e almeno un chilo di ciambellette al vino anche stavolta non ce le leverà nessuno!!!  

Fabio

Che dire? Bravi Bravi Bravi

Forza Virtus Villa Ada!

5 4

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