Dal nostro inviato Lorenzo.

E’ domenica mattina e siamo giunti alla seconda tappa della Corri per il Verde.Questa volta il campo di gara è quello del Parco di Tor Fiscale, splendida cornice sovrastata dall’acquedotto romano che fa da guardiano a tutti i partecipanti.

La Virtus si presenta con dodici atleti, tentando di colmare l’assenza di alcuni di Noi che sono in terra veneta a tenere alta la bandiera bianco blu arancione.

L’atmosfera alle Corri per il Verde è, come sempre, gioiosa ed anche questa mattina non fa eccezione. Ci si incontra e ci si saluta un po’ con tutti, commentando il percorso, le tattiche di gara, la presenza o l’assenza di qualcuno.

Aiutati da un clima più che primaverile, si inizia il riscaldamento saggiando il terreno, ammorbidito da uno scroscio di pioggia del giorno prima.

Nonostante il fondo si presenti tutto sommato buono e poco scivoloso, se non in pochi tratti, Massimo Crazy Horse Arbaci, il Guerriero della VVA, decide di correre con le chiodate … e con bandana d’ordinanza, in stile Bushido.

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Il percorso è impegnativo, con una discesa decisa con curva a sinistra in contropendenza ed una rampetta che, sebbene corta, spezza il ritmo.

Allunghi, un po’ di stretching, e ci ritroviamo al nastro di partenza, e lì raccomando a Fabietto Masotta di mettersi avanti e partire deciso, ché poi non ci sarà nessuno a dargli il colpo di spillone.

Un’occhiata fra Noi, un in Bocca al lupo, e si parte.

Sei chilometri a tutta, tre giri ed abbiamo finito.

Si sa, nelle campestri è importante stare avanti per non restare imbottigliati alle prime curve secche, e così facciamo un po’ tutti.
Raffaele, testa di serie, va via e lo vedremo soltanto all’arrivo.
Fabio corre bene i tre giri, regge alla Grande ed arriva sprintando al traguardo.

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A seguire, arriviamo tutti, stanchi ma contenti dell’ottima prestazione.

Lorenzo Scimìa (al suo esordio con la VVA) corre insieme a me quasi metà gara, ci tiriamo a vicenda, ed arriviamo uno dietro l’altro: bravo Lorenzo.

Ma anche bravo ad Andrea (il nostro maratoneta salentino), ad Ivan (che piano piano sta ricominciando ad assaporare l’atmosfera della gara), a Tullio (che, sornione, arriva sempre più avanti), a Franz (o DeFa che dir si voglia, che nonostante sia votato a ben altre distanze, è sempre con Noi), ad Enrico (anche lui all’esordio in gara con la VVA, e che abituato alla pista, ai remi ed agli scalmi, si è ottimamente piazzato), a Stefano (sempre gagliardo), a Bob Dell’Armi (sempre allegro, e con tenacia), ed a Crazy Horse che con spirito stoico e guerriero ha terminato la gara portando il Suo prezioso contributo alla Squadra.

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Ci ritroviamo al ristoro, pacche sulle spalle, complimenti a tutti, mele e mandarini per riprendersi un po’.

Amo le campestri, mi piace lo spirito che le anima, si percepisce una sorta di fratellanza comune e anche se non ci conosciamo tutti, vedo i sorrisi degli altri che mi ripagano della fatica.

La Virtus, nonostante le assenze (e che assenze, ma anche gli echi di Verona – culinari e sportivi – ci fanno gioire), regge e porta i punti necessari per non scalare troppo nella classifica a squadre: siamo arrivati a Tor Fiscale quinti e ne troniamo sesti.

Va bene così.

La prossima sarà la tappa della riscossa, tutti Presenti!

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