dal nostro inviato Andrea Bucra.

Corri_per_la_Befana_2017_1È appena iniziato il nuovo anno ed ecco che si presenta la prima gara podistica alla quale in molti partecipano per dare il via ad una serie di competizioni che si presenteranno nei mesi a venire.
Per me è la terza in poco più di un mese e, da principiante quale sono, non posso che provare grande piacere ad essere accompagnato da Fausto Oricchio, veterano della Virtus, e sostenuto da Roberto Bertacchi, membro della Virtus per un breve periodo ma ancora affettuosamente legato.
Come sempre, in queste occasioni, ci si alza molto presto e nonostante una temperatura gelida e un freddo tagliente gia alle 8.15 ci troviamo copiosi nella zona di gara per fare il rituale riscaldamento pre partenza.
L’atmosfera sembra quasi quella di una sagra con i vari stand che preparano i banchi con panettoni e pandori, che ricordano ancora l’aria Natalizia, per accogliere i vari corridori delle proprie società all’arrivo.
Il tempo passa velocemente e come nulla ci si ritrova tutti sulla griglia di partenza. Mischiato nella folla di 3000 runners, circa, sento lo sparo che dà il via alla competizione e, immediatamente, l’atmosfera della sagra, di amicizia e calore sparisce sostituita dalla voglia di correre, di fare del proprio meglio, su quello che comunque non è considerato uno dei migliori tragitti. Solo chi ha partecipato mai ad una competitiva però, può capire come durante una gara si tenda, sempre e comunque, a dare il massimo, a spingersi oltre il proprio limite ad arrivare al traguardo col fiatone, distrutti e affaticati, ma pieni di soddisfazione e gioia per essere nuovamente arrivati fino alla fine.
Percorso tutto sommato abbastanza lineare immerso in piccoli tratti urbani, ma perlopiù, circondato dal verde con vecchi ruderi romani e il bellissimo acquedotto Claudio che ci accompagna per gran parte della gara.
Al 5° Km come sempre mi aspetto di trovare il punto ristoro per dissetare quei tanti già stremati ma, con gran sorpresa, non lo vedo, per trovarlo 2 Km più tardi, all’inizio della parte di tragitto che si allunga sullo sterrato del parco.
3Km, gli ultimi, particolarmente difficili, a causa del terreno e dello spazio di corsa notevolmente ridotto.
Al 9 Km comincio a pensare “ma perché oggi non sono andato col gruppo a fare l’allenamento anziché trovarmi qui col vento che mi taglia il volto e ritrovarmi quasi senza fiato?”, ma neanche il tempo di finire tale pensiero che vedo in lontananza il traguardo e senza pensarci do il massimo fino a realizzare il mio miglior tempo.
Cara Befana arrivederci alla prossima.

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