dal nostro inviato Livio Montesarchio.

Tre Comuni 2017: e anche oggi… andrà meglio la prossima volta

Quando alle 9:10 con partenza dopo 20′ sei alle macchine, dove il Presidente sta ancora finendo di cambiarsi… capisci che non sarà una domenica come le altre! È in quei momenti che ti chiedi: “ma come è possibile essere in ritardo se mi sono alzato all’alba?”, ed è solo la prima delle tante domande che ti frulleranno per la testa durante i 22,3 km di una gara imperdibile (dai commenti sparsi dei runner delle nostre parti: “bellissima”, “paesaggio stupendo”, “un po’ dura”; anche se sono sicuro che qualcuno potrebbe definirlo “un percorso tutto sommato veloce”, un po’ come il 10K con la salita del Pincio – insomma tanti saliscendi allenanti nell’ottica sempre presente nei nostri cuori del “poi te li ritrovi”).

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Ai nastri di partenza siamo 13, tra ex atleti e new entry: e siamo bellissimi con le nostre tute nuove, col logo Virtus marchiato su qualsiasi cosa si trovasse a passare dalle parti della macchina di Max; visti da lontano (e ovviamente non di profilo) sembriamo quasi una squadra forte; questa impressione svanisce già prima del via, quando ci ritroviamo rilegati nelle ultime file nonostante i tentativi in extremis di guadagnare posizioni; il Presidente ormai, sconsolato dallo scarso seguito che riscuote negli svogliati virtuosi, neanche ci prova più ad ultimare il riscaldamento davanti all’arco di partenza per poi entrare davanti a tutti subito prima del via.

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Foto di rito prima dello sparo e poi si parte, arrivando sul tappeto con 1′ di ritardo (credo record negativo che macchierà per sempre i nostri curricula): dopo 1 km davvero lento e a zig zag, inizio una progressione che mi toglie qualche soddisfazione fino al km 11, superando a più non posso e sentendo commenti del tipo “lasciamoli andare che poi li riprendiamo”. Superata metà gara si avvicina lo spauracchio della salita dopo Civita Castellana, e il conto alla rovescia si concretizza dopo il km 13; si sale e non spiana più… qui sorge la seconda domanda: “perché l’ho fatto? Perché sono qui?”, visto che so benissimo quello che mi aspetta; la risposta è il piatto del pacco gara, sono alla sesta partecipazione consecutiva e sono venuto proprio per completare il servizio da sei quando gli organizzatori hanno la bella pensata di fare quest’anno un piatto diverso, con i disegni a colori, gettando nel panico e nello sconforto tutti gli atleti costretti in questo modo ad iscriversi alle prossime edizioni per sperare nel piatto giusto!
Faccio lo splendido superando due atleti che parlano di preparare la Maratona di Roma e non hanno mai corso qui, cerco di terrorizzarli con quello che li aspetta nei prossimi km e scappo avanti; dopo la salita dura è difficile riprendere il ritmo ma mi difendo abbastanza bene fino al km 19, quando i miei piedi convincono la mia testa che mettere le scarpe nuove per una gara così non è stata proprio una buona idea: mi fermo e da lì al traguardo continuo alternando 500 m camminando e 500 m corricchiando; la disfatta si completa quando (ad onor del vero soltanto dopo aver visto passare uomini con la panza e innumerevoli donne, più pensionati claudicanti e umanità di vario tipo: mancavano solo passeggini e cani) spunta il Crown che con ghigno malefico mi sorpassa e va a prendersi – sull’onda lunga dei pandori strafogati dalla maratona di Verona in poi – il primato della Virtus in questa prima gara 2017 (chiuderà in 1h42’54’’); al km 22 una tifosa mi apostrofa “dai che è finita”, subito tirata indietro dal marito che temeva per la sua incolumità. Comunque si sale a Nepi e si aspetta l’arrivo dei compagni, che uno dopo l’altro tagliano il traguardo con tempi compresi tra 1h45′ (Angelo) e 2h, alcuni molto rilassati (Luca che precede di poco Max, Francesco e Gianluca – seguiti da Mauro – che durante il percorso hanno trovato il tempo di farsi qualche selfie con Giuseppe, seguito da Maurizio), comunque tutti molto soddisfatti – anche le girls Daniela,Vita Alba e Roberta, alla prima esperienza su questo percorso – di essere sopravvissuti a questa ennesima prova che lo spietato Max ci riserva ogni anno.

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In tempi di crisi viene meno anche il tradizionale pranzo post- gara, tutti in macchina e si torna a Roma pronti per nuove fantastiche avventure… soprattutto per quanto riguarda Alessandro, chiamato al più presto alla riconferma del primato, per scalare le gerarchie Virtus anche sul piano dei risultati e lanciare così l’OPA per la conquista del posto di Presidente.

 

Foto di Giuseppe Gioia e Luca Vecchia

 

  • Antonio

    Siete tutti fortissimi. Grandi .

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    • Giuseppe papaluca

      Bravi tutti e complimenti per il racconto

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  • Luca

    Grande Livio!!!

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  • Adolfo

    Livio!

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  • Massimo Pighizzini

    Grandi ragazzi! bravo Livio!

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  • Ivan

    Bravo Livio!

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