dal nostro inviato Antonio

Un mattino di gioia (Joy in the morning)

E’ nella citazione del titolo di un romanzo del sublimemente ironico P. G. Wodehouse che trovo il titolo e la sintesi perfetta di questa giornata di sport e di amicizia.
Per me la gioia è un cocktail di sensazioni difficile da razionalizzare e quindi l’analisi della mia mattinata Virtuosa costituisce arduo e non banale cimento. Diciamo innanzitutto che l’ingrediente principale della mistura si è sostanziato negli sguardi, nei sorrisi e nelle battute del Presidenterrimo, di Francesco Jamme Ja, di Ivan, di Adolfo, di Giuseppe, di Roberto, di Gianluca, di Andrea… e di tutti gli altri che mi erano attorno (non me ne vogliano coloro di cui non sono ancora in grado di citare i nomi associandoli ad un volto e ad un’emozione: Mea Culpa e non sparate sul pianista!!!).
E’ la mia prima gara vera dopo tanti anni (non ricordo quanti!) di non competitive e la prima con i colori della Virtus. Sento forte l’importanza del momento ma non c’è emozione perché quanto mi circonda mi procura, nonostante la temperatura, una sensazione di caldo benessere. Rivedo dopo molto tempo un carissimo ex collega ormai in pensione, compagno di tante avventure podistiche e vicissitudini professionali. Abbracciandolo mi commuovo. Francesco con il suo aplomb e la sua signorile ironia partenopea riesce però, subito dopo, a scacciare il velo di malinconia procuratomi dall’incontro e dai ricordi che ha evocato.
Anche se Miguel non attrae moltissimi Virtuosi, la nostra rappresentanza è di quelle non trascurabili: analizzando la classifica finale, mi rendo conto che siamo stati in quattordici a tagliare il traguardo. Il clima e la temperatura sono quelli che adoro. Lo scaglionamento ad onde funziona abbastanza bene anche se molti, partiti come me con la terza per carenza di accrediti, dopo un paio di km trovano il “tappo” della seconda onda molto difficile da far saltare. Non importa: correre insieme a tanti fratelli podisti lungo le strade della capitale per una volta libere dall’odiato traffico mi regala comunque sensazioni positive. Il percorso è pianeggiante ma forse un po’ troppo nervoso. Però i kilometri scorrono in fretta anche se mi rendo conto di essere protagonista di una pessima progressione negativa. In partenza mi sono infatti lasciato trascinare da un entusiasmo infantile del tutto fuori luogo e fuori tempo massimo per cui pago un prezzo carissimo. Per fortuna però (qui la vecchiaia aiuta!), contrariamente ad altre analoghe situazioni passate, non me la prendo troppo perché niente e nessuno può rovinare ed offuscare le sensazioni di una fatica benefica e lo spettacolare, malandrinissimo abbaglio del sole romano invernale. L’ingresso nell’Olimpico è la ciliegina finale su una torta dai tanti sapori variegati ed indimenticabili. Sulla pista incontro compagni di squadra con cui scattiamo le immancabili e doverose foto di rito. Rivedendole scorgo nel mio volto un sorriso che non appartiene a tutti i giorni e che invece vorrei catturare una volta per tutte. Non posso far altro quindi che cogliere questa occasione per ringraziare con umiltà e con sincero affetto tutti quelli che hanno contribuito a disegnarlo per una volta in più sul mio viso: la Virtus Villa Ada, la mia famiglia, lo sport che amo ed una sorte benigna capace di regalarmi ancora un mattino di gioia.

5 comments

  • giuseppe maria

    Emozione allo stato puro. Antonio sei riuscito a trovare le parole per trasmettere la gioia della mattinata passata insieme. Grazie

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  • giuseppe papaluca

    Complimenti per il commento,anche per me è stata la prima gara con la virtus un grazie a tutti in particolare a massimo e franco.

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  • Elena

    Grazie Antonio, il tuo articolo conferma ancora una volta che siamo entrati a far parte di un gruppo di veri, sinceri e simpatici appassionati!
    Certo, i miei selfie sono spaventosi ma d’altronde d’ora in poi non posso nascondervi la mia faccia 🙂

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  • Adolfo

    🙂

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  • Luca

    Complimenti ad Antonio per l’articolo e a tutti i runners per la gara!

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