Dal nostro inviato Antonio Casinelli.

Ho deciso soltanto in extremis di iscrivermi a questa gara perché sapevo che avrei potuto adempiere direttamente sul posto fino ad un’ora prima dello start. Una prassi questa che mi ha riportato agli albori delle mie esperienze podistiche e fatto respirare una sana e confortevole atmosfera stile “cari vecchi tempi”. Segno che ormai la vecchiaia incombe e la mia prestazione, guarda caso, non fa proprio nulla per smentire delle sensazioni non proprio positive.

Basta con l’autocommiserazione. Diciamo che sulla distanza dei 10k, la mia preferita dopo i 5k, ho conosciuto momenti decisamente migliori ed i 4’20” circa di oggi mi hanno lasciato molto insoddisfatto nonostante le molte possibili giustificazioni che potrei addurre (dammi una mano Crown: me ne servono molte altre!!!!): percorso nervoso, salite, tappo iniziale, poco sonno, troppo cibo a cena e… dulcis in fundo, organizzazione che, complice un errore, commesso parrebbe da una squadra della protezione civile, ci fa sbagliare percorso sul primo dei due giri da 5k che diventeranno perciò 6,5k. Sballa tutto. Riferimenti e ritmi da tenere sono falsati: con la provvidenziale guida del gps (annota Preside’!) vedo che il primo giro è più lungo del previsto e calo il ritmo temendo di dover correre 13k che invece sulla finish line saranno poco meno di dodici perché il secondo giro sarà effettivamente, come previsto, da 5k. Che stress! (A Coro’, come so’ annato a scuse?).

L’atmosfera era allegra ma non troppo: questa gara si corre per ricordare le vittime delle foibe e purtroppo la sensazione è che una partecipazione non proprio massiccia (almeno per la piazza romana) risenta in qualche modo anche di un’organizzazione e di presenze considerate, a torto o a ragione, “politicamente schierate”. Un esempio fra i tanti possibili, è la presenza del gruppo sportivo della Folgore che mai prima d’ora avevo visto in una manifestazione podistica. Un vero peccato: credo che le vittime della violenza, di qualsiasi genere di violenza, meritino sempre e comunque rispetto ed uno spazio importante nella nostra memoria. Non dobbiamo dimenticare nulla delle pagine buie della nostra storia affinché tutti gli uomini di buona volontà (credo siano la maggioranza, nonostante il mio innato pessimismo) evitino il ripetersi delle orribili tragedie del nostro passato sia prossimo che remoto.

Ultima nota: oltre alla mia presenza, la classifica TDS riporta anche quella di un altro Virtuoso che però non ho riconosciuto: Angelo Calavitta. Spero sia rimasto soddisfatto della propria prestazione più di quanto non lo sia stato il sottoscritto. Un abbraccio e a presto rivedervi.

 

1 comment

  • giuseppe maria

    Antonio sempre magistrale nei tuoi resoconti. Mi dispiace che tu non sia soddisfatto, ma hai tenuto lo stesso passo della corsa di Miguel, ma su un percorso più lungo!! E poi partecipare ad una gara è comunque una ennesima prova dove ci si mette in gioco. Complimenti

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