Giornata da record quella di ieri per la Virtus Villa Ada. 26 atleti al traguardo! Mai successo prima in nessun’altra manifestazione!

Ma iniziamo dal principio:

Ore 6.50 appuntamento per chi viene in metro alla fermata della metro B di Conca d’oro. Li si incontrano Luca, Federico (che Virtus ufficialmente non è ma effettivamente si), ePaolo, tutti e tre rigorosamente in tuta sociale. Alle 7 in punto si sale sul treno. Ultimo vagone come da accordi in chat. Via via che passano le fermate i virtuosi nell’ultimo vagone aumentano: Lorenzo, Roberto Adolfo…insomma, un bel numero; e se il buon giorno si vede  dal mattino…

Alle 7.50 appuntamento a Eur Fermi. Qualche minuto, giusto il tempo di radunarsi con chi è venuto in auto, scooter, monopattino o cammello e via con la foto di squadra. Tanti, tantissimi atleti VVA, mai visto un numero di Virtuosi così elevato in gara (e peccato per i tanti assenti infortunati che non sono potuti venire (il Pre, Alex, Danielù…).

08.00 Foto di rito e su fino al PalaEur dove il parcheggio diventa spogliatoio.

08.45 Saluti pregara e via, riscaldamento di rito.  Da questo momento inizia la gara di ognuno e siccome ogni gara e’ una storia personale, in redazione  abbiamo deciso di lasciare questo spazio ai fantastici atleti della RomaOstia 2017 per raccontare le loro esperienze in prima persona e farci rivivere le loro emozioni e fatiche. Buona lettura.

La Redazione

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Per me è stata la prima mezza affrontata con  la curiosità e la voglia di misurarmi con il cronometro e devo dire che le sensazioni provate sono state  divertenti e stimolanti.

L’unica fatta in precedenza l’avevo corsa chiacchierando con amici che non vedevo da molto tempo, senza particolari obbiettivi di tempo.

Inevitabilmente prima della partenza crei le tue aspettative… le mie erano quelle di correrla intorno all’ora e quaranta.

Partito con gli occhi sui palloncini 1:40, un centinaio di metri davanti a me, inizialmente ho cercato solo di non perderli di vista; dopo qualche km ho iniziato ad avvicinarmi costantemente e sulla salita del campeggio ho deciso che era il momento di superarli. A quel punto non restava che continuare con lo stesso ritmo  e quando la fatica ha cominciato a farsi sentire i palloncini verdi erano abbastanza lontani mentre davanti a me vedevo e sentivo il sollievo dell’arrivo: 1:38:39. Stanco il giusto, molto soddisfatto, ringrazio tutti i virtuosi per i sorrisi e gli incitamenti che hanno reso speciale questa giornata.

Paolo

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Dopo una partenza giù di tono, riesco a raggiungere Luca, Andrea, Tullio e procedo allora con loro fino al 10° km.

La sensazione adesso è positiva, le gambe girano, decido di provarci e di migliorare il personale. Spingo più che posso, chiudo in 1h 33’:49’’ e scopro che è lo stesso del mio best time. Che beffa chiudere con lo stesso identico tempo (anche i secondi). Ma l’obiettivo è far bene la maratona! 

Ivan

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Non la faccio. Vabbe dai si la faccio..anzi no,non mi va. La faccio. E la odio. Inizia così la mia Roma ostia,controvoglia…ultima griglia e da sola. Parto e ho paura del mio passo,allora rallento e rallento per paura di non finirla. Nella testa solo l obiettivo di arrivare e stare sotto le 2.10 in barba alla “gentile” signora Dell organizzazione. Alla fine arrivo,non sotto le due ore come avrei voluto, ma arrivo..grazie anche all incitamento del presidente che arriva al momento giusto e che mi darà la forza per accelerare.. (di poco,forse solo nella mia testa) e di pensare solo una cosa; la prossima volta sarò più veloce!

Roberta

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Senza preparazione specifica sulla corsa si soffre un po’ ma a fare una gara con tanti amici intorno questa sofferenza si sente molto meno! Gara gestita come da programma: ho tirato Andrea fino alla salita del campeggio con un tempo che per me era sicuramente eccessivo, poi l’ho lasciato andare e mi sono divertito a gestirla senza troppi patemi. Persino sorpreso del tempo finale di soli 23″ sopra l’ora e trentasei.
Eeeeee….Jamme Ja!

L.V

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La mia gara inizia al km 10…. appena orfano del buon Luca che, come ampiamente preventivato, mi avrebbe accompagnato all’inizio della salita. Mi rendo subito conto che non sono solo!!  Sento una melodia ormai familiare: un orchestrina sulla Colombo suona  la celeberrima Jammo ja quindi … che ve lo dico a fare? Ingrano la quarta e via fino all’arrivo chiudendo, grazie anche agli incitamenti del Pre all’ultimo km, con uno splendido 1.34.27, mia miglior prestazione sulla mezza (dopo tutto non poteva essere altrimenti, indossavo non solo la canotta della VVA, ma quella del mitico Francesco Jamme Ja Giorgio).

Andrea

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Salgo sulla Metro e incontro nuovi amici. Si ride si scherza si parla di bici, corsa, tempi, strategia. Eur, sorrisi, foto, che figata, adrenalina giusta. La giornata potrebbe finire qui ma c’è una gara da correre. Sai quello che devi fare: passaggi a 4.18. Tappeto dei 5km, tutto ok, 8km e qualcosa tutto male, cammini, devi decidere, decidi che Ostia è lì insieme ad altre 12.000 persone, smorfia, riparti e inizi a sorridere dentro. Forza Virtus! 

Lorenzo S.

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Pensavo veramente quest’anno di non riuscire a correre la Roma-Ostia, i dolori di schiena si facevano sempre più forti e fino all’ultimo ho pensato di rinunciare ma quando ho visto che avrebbe partecipato un gran numero di Virtuosi ho deciso di correrla comunque senza pensare a come sarebbe andata.
Sono stato fortunato a partire insieme a Federico Podrini, e lo ringrazio ancora, perché conosceva molto bene il percorso e ha saputo gestire prima la discesa e poi la salita in modo perfetto.
Sono veramente soddisfatto perché nelle condizioni fisiche attuali non avrei mai pensato di riuscire a chiudere ad 1 ora e 42 minuti..

Giuseppe G.

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Non faccio una gara su strada da due anni. Una mezza maratona da tre. O forse una gara su strada da tre. Ma se un’alba d’inverno un viaggiatore… mi ritrovo sulla metro, ultimo vagone, accolto da Luca & compagnia virtuosa.
Ultima fermata : Eur. Foto di rito. Poi la partenza: tra i primi dell’ultima griglia, con tanto di conto alla rovescia e… via! Corro gran parte della gara con i pace-maker dell’ora e quarantacinque, ridendo e scherzando. “Facce strada, che tte pagamo a ffare!” Ci provo, eccome, a fare da apripista tra la folla. Per i primi dodici, tredici chilometri. Del resto sono lì per accompagnare Roberto: che però si ferma a bere ai ristori. SI FERMA. Due volte. DUE VOLTE. Ogni volta proviamo a ripartire e inseguire i palloncini dei pacer. La seconda volta invano. Come due bimbi al luna park, beffati dai palloncini sfuggiti di mano.

Adolfo

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Come al solito, sono da sola a dover riportare le mie emozioni della corsa perché il mio compagno Gianluca è più montanaro di me!; anche in questa circostanza poi eravamo orfani del gruppo, per colpa nostra questa volta, e….mi è spiaciuto un po’.

E’ stata comunque una bella gara, una bella sfida per me con problemi a piede e ginocchio e più faticosa della mezza di Terni, una grande ‘passione’ e ‘sacrificio’ per Gianluca che, nonostante mal di gola e febbre al ritorno, mi è stato affianco sino al traguardo….e lo stesso identico tempo lo conferma ….e un bel ‘sacrificio’ per l’ousider del gruppo, Filippo, che a sua volta ha sostenuto la voce mancante di Gianluca martellandomi per tutta la gara con “come va Elena?” “tutto bene Elena?” “forza Elena che dobbiamo superare i palloncini” “forza Elena, sono gli ultimi chilometri” “dai, ora allunga il passo”….se non ci fossero stati loro penso che questa volta non ce l’avrei proprio fatta.

E non dimentichiamo il secondo ousider, Nicola, ‘perso’ al 9 chilometro circa e…..la mitica signora Silvana che è sbucata nel nostro selfie in partenza e che ho ritrovato all’arrivo….tra quasi 10.000 partecipanti….tutta sudata e con la bocca sporca di cioccolato come una bimba. “Tutto bene” mi dice “sai, sono andata piano – 2 ore e poco più – perché avevo male ad un ginocchio e non posso compromettere la Maratona di Roma” !!!

Voglio correre sino alla sua età e a quella di Fausto della VVA!!!

Elena “Lela”

 


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