di Andrea Bucra

La mia prima mezza maratona fatta in solitaria, un po rammaricato, poiché fino ad ora nelle competizioni da 10km ho sempre partecipato assieme ad amici.
Non avevo grandi pretese ma, con mia grande incredulità, la chiudo in 1h37’12’’ e questo grazie agli allenamenti assegnati dal mitico Max.
Questa volta però non scriverò dell’evento in sé che, comunque, è stato emozionante e mi ha fatto capire quanto sia impegnativo ottenere dei buoni risultati anche se solo a livello amatoriale.
Voglio invece riprendere il fatto che abbia fatto questa competizione in “solitaria “, ma in realtà, solo fisicamente.
Già dalla mattina presto, durante il riscaldamento, mi sono arrivati messaggi di incoraggiamento e in bocca al lupo e mentre mi trovavo in mezzo alla folla di runners alla partenza, dopo aver chiesto ingenuamente “ma questa è la partenza della 21km?” un corridore mi spiega che la partenza è comune alla mezza e alla 10km. Spiego che per è la prima volta e così mi dispensa di alcuni consigli tra una battuta e l’altra.
Quindi si parte e neanche alla fine del primo km c’è un caduta con distorsione della caviglia. Che fosse per la 10 o la 21km ho provato un grande dispiacere poiché mi sono messo nei panni di quel corridore, che dopo essersi allenato con sacrifici quotidiani, ha dovuto subito rinunciare alla competizione.
I km scorrono e arrivo tranquillo fino al 10° senza particolari problematiche e senza fermarmi a ristori. Al 13° km pero penso sia il caso di prendere un sorso d’acqua e qui il primo problema. Non sono assolutamente riuscito a bere in corsa per cui decido di rinfrescarmi tirandomela letteralmente sul corpo. Continuo a correre.
Circa al 18° km tento un nuovo approccio col ristoro ma non riesco ad afferrare il bicchiere e così, dalle spalle, mi supera un runner che ne aveva due in mano e me ne allunga uno. Riesco solo a dire “grandeeee”.
Al 19° km comincio a pensare di lasciare ma tengo duro anche grazie a due corridori che mi si affiancano, senza dire nulla, ma con i quali ci siamo, probabilmente, sostenuti l’un l’altro andando al passo e arrivando cosi fino al tanto atteso 21° km.
Un centinaio di metri prima del traguardo sento una voce urlare “Daje Pataaaa “ e con grande gioia vedo mia moglie che mi incita e che mi fa mettere il turbo guadagnando quei pochi ma preziosissimi secondi.
Tutto questo per ribadire che ho fatto questa mia prima mezza in solitaria ma, in vero, non sono mai stato solo.
Grazie a tutti… di cuore.

2 comments

  • giuseppe maria

    Bravissimo Andrea, con il tuo racconto sei riuscito a riportarmi alle emozioni delle prime gare, anche se io per fortuna avevo sempre affianco a me il mio amico Luca Vecchia. È stato abbastanza difficile riuscire a sganciarmi e fare una gara da solo. Complimenti

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  • Angelo

    Bravissimo che dire complimenti

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