di Alessandro Corona.

Alla fine la medaglia al collo l’abbiamo messa. E questo è quello che conta davvero.
Giuseppe è riuscito in un’impresa titanica e correre fianco a fianco con lui è stata un’esperienza atletica e umana indimenticabile.
Iscritti da giugno con grandi entusiasmi siamo arrivati alla scadenza quasi senza preparazione. Situazione piuttosto grave viste le caratteristiche impietose del percorso. Consci però della durezza della gara siamo partiti con la consapevolezza che avremmo dovuto stare molto tranquilli in partenza.
Ci siamo tenuti calmi dietro ai pacemaker delle 4 ore che poi abbiamo raggiunto intorno al quarto quinto chilometro. Nel frattempo tenevamo sotto controllo il pacer di Luca e ci accorgevamo che i pacemaker stavano tirando un po’ troppo, così li abbiamo lasciti correre avanti. All’imbocco del circuito eravamo in anticipo di due minuti rispetto alla legge dettata dall’IronMan Vecchia e i pacer col gruppo al seguito erano almeno altri due minuti davanti a noi.
Il circuito lo abbiamo fatto con molta tranquillità, camminando in salita e bevendo alle fontane, ne siamo usciti con due minuti sopra la tabella di Luca.
Iniziata la discesa abbiamo ripreso un buon passo, anche se la discesa nella maratona del Mugello è costellata di colline anche impegnative.
Al 27-esimo abbiamo raggiunto il nostro vicino di parcheggio toscano che ci ha raccontato la sua partenza sprint a 4.30, le gambe ormai in marmo di carrara e la conseguente decisione di uscire al trentesimo.
Invece noi rientrati a Borgo S. Lorenzo seguiamo con decisione le frecce a terra con il 42 bello giallo. Salutato il nostro amico e jamme ja!!!
Al trentatreesimo abbiamo passato uno dei due pacemaker, in chiara difficoltà. Peccato, la gara è tosta e non perdona il minimo sbaglio.
Il percorso è bello pianeggiante e abbiamo corso bene fino al 36. Poi inizia un collinare maledetto che con le gambe cotte è duro, ma proprio duro da affrontare. In salita si cammina e in discesa si riparte.
Come al solito c’erano le bici che facevano su e giù assistendo i numerosi atleti a terra colti da crampi. Anche il caldo forse non ha aiutato. Invece noi procediamo tranquilli, Peppe molto stanco ma una roccia di determinazione, “questa è la volta buona” ci dicevamo, “non c’è nulla che potrà fermaci”. Ho letto nelle sue parole un po’ di dispiacere quando ci hanno passato i pacemaker delle 4h15’ e mi sono detto che tanto loro erano in anticipo.
Agli ultimi due chilometri l’ho rassicurato: “è fatta!! Ora sono veramente tutti in piano”.
Siamo ripartiti quindi con un buon passo. Il GPS mi segnava 5’22”/km e facendo due conti ho capito che ce la potevamo fare a rintuzzare il dispiacere del sorpasso dei pacer delle 4h15′.  Quando mancavano 400m ho frustato Peppe che ha iniziato a volare verso l’arrivo. Sicuramente stavamo sotto ai 5’/km.
Chiusa in 4h15’35” per tutti e due (4h15’10” real time).
Ragazzi che impresa!!!


  • Angelo

    Bravissimi altre parole.non servano

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  • Luca

    Grandissimi!!!!

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  • Antonio Favaro '

    Ragazzi siete dei grandi. Finire una maratona è sempre una impresa. Un abbraccio

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  • Andrea Mariano

    Siete stati fantastici . Tanto di cappello

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  • Giuseppe

    Grazie Alessandro Corona. Ho avuto il piacere di averti al mio fianco per tutta la corsa e mi hai aiutato moltissimo. Questa è stata la mia terza partecipazione alla Maratona del Mugello e finalmente la prima terminata. Credo insieme alla Colle Marathon la più dura . Il poco tempo dall’estate torrida per prepararla e le innumerevoli salite e discese ne fanno una gara particolarmente impegnativa. Perdonami ancora per quel mio fuori programma subito dopo l’arrivo. Non volevo farti preoccupare

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