di Francesco Giorgio

… dopo una settimana complicata, per cui mi attendevo una figuraccia delle mie, la riscossa è suonata – 5 minuti prima della partenza, mentre entravo in griglia scavalcando le transenne perché altrimenti qui Ti scambiano per “cafone” (dall’italiano: forestiero) – con il messaggio avvolgente del mitico Tonino Favarò, a darmi la carica per crederci ancora …

Poi, dopo lo sparo dello Starter, il rumore assordante dello scalpitare di 5.291 “ciucci” (dall’italiano: asini, come da simbolo della nostra gloriosa Squadra di Calcio dal 1926) lanciati, al galoppo, su sanpietrini e rotaie del tram – dove la Buonanima di mio Padre si appendeva, esternamente per non avere i soldi del biglietto a bordo, da Bambino Appassionato delle partite domenicali già da allora – che attraversano il quartiere di Fuorigrotta, fondamentale nella nostra toponomastica per l’Alto Onore di ospitare il ritrovo più importante della mia Città alias lo stadio San Paolo.
Segue la discesa del tetro interminabile tunnel Laziale che, in tutte le classiche del podismo locale, rimbomba del consueto coro – appunto, da Stadio – del “chi non salta juventino è, è”, per cui si perde tempo a “zompare” (sinonimo in voga, quaggiù) in segno di convinta appartenenza.
Dopo il curvone di piazza Sannazzaro, al 3° km, si apre la fantastica via Caracciolo con la cartolina live del Golfo dalla collina di Posillipo – che si inerpica, dalla darsena turistica di Mergellina alla discesa estrema della Gaiola – al Vesuvio, dal lato opposto dell’angolo piatto, che vigila imbiancato sulla costiera Sorrentina fino a punta Campanella dove raggiungi a nuoto i Faraglioni dell’isola di Capri proprio al centro del panorama mozzafiato.
Ti scaldi i muscoli, in 4 chilometri che conosci in ogni dettaglio ehm buca perché nella villa Comunale giocavi a pallone e sei cresciuto con l’Odore del Mare dietro gli scogli di castel dell’Ovo a tuffarTi in mutandina bianca Cagi – altro che i boxer morigerati della moda intima a seguire – nelle mattinate primaverili a marinare la scuola, poi imboccando il declivio che porta alla via Marina con l’attracco di vaporetti & aliscafi al molo Beverello.
Prosegui da là all’ultimo varco, il Sant’Erasmo, di accesso al porto commerciale … se sei riuscito a soltanto barcollare, senza schiantarTi, per la pioggerellina resa iperscivolosa dal “profumato” Mercato Ittico.
Ti accorgi allora, al giro di boa, della folle velocità dei Leader della Corsa – che hai incrociato, da troppi minuti – come siluri proiettati al trionfo, infatti, in 1H00.
Il ritorno è tantissimo più tosto dell’andata per recuperare le altimetrie rovescie, per cui Ti tocca sgobbare proprio mentre ammiri il Maschio Angioino che prelude al teatro San Carlo con la svolta di palazzo Reale – sulla piazza del Plebiscito – a fronteggiare i porticati della Chiesa di San Francesco di Paola, dove i miei Genitori minacciavano continuamente di mandarmi a vivere quando esageravo con l’adolescenza da Scugnizzo.
Continui, giù attraverso il famigerato Pallonetto di Santa Lucia – rione del sorpassato e, perciò, romantico contrabbando delle sigarette – e Ti sfianchi nella ripetuta da 2.000 mt, sfiorando il dramma per un Amatore del nostro Sport che rischia inconsapevole il linciaggio sfiorandoci in senso contrario con maglietta bianconera su cui campeggia però la scritta cubitale LADRI che risparmia al Temerario Malcapitato l’andare oltre gli insulti irripetibili ormai gridati contro le Femmine di Casa Sua, in attesa dell’ostacolo più serio a risalire la Laziale.
Quando ne esci, nel mio caso senza affanno in 2 lap da 5’02”, sai che puoi ricominciare a combattere contro i pace maker da 1H40 che avanzano lontani alle Tue spalle.
Allora, per il Bradipo della VVA, è meraviglioso entrare nella conclusiva mostra d’Oltremare con le fontane sparate al cielo – come soltanto in un’occasione simile, alla faccia della nostra endemica crisi idrica – che Ti raccontano che stai finendo il Tuo sforzo e che hai fatto un Buon Lavoro, a non demeritare nemmeno Tu che sei la Pecora Nera tra i Velocisti della leggendaria VVA.
Alzo la testa, mentre incalza una emozionante marcia di Radetzki neanche fossimo al bis di commiato nel concerto di Capodanno – di fianco a mio nonno Franco, all’ora di pranzo appresso al Veglione di San Silvestro – e mi spinge fuori le lacrime ad inseguire, per la 10′ volta in una carriera infima ma con 26 mezze maratone a guerreggiare con i Concorrenti e 250 allenamenti consecutivi a cadenza settimanale ancora ininterrotta su questa distanza che le mie gambe perciò conoscono a memoria, il traguardo sotto i 100′ ed il mio Sogno di zittire il morso del Piranha per la sciatica che mi tormenta dallo scorso maggio ma l’Ortopedico quaggiù visiterà alla fine del corrente febbraio perché “o’ Duttore tene che ffa'” insomma è sempre impegnato come mi ripete in cantilena la Vasciaiola (dal’italiano: Abitante degli appartamenti a piano terra, con – teoricamente – vietatissimo unico accesso sulla strada) Segretaria.
Alla fine, in 1H39’27” come da estratto del mio Garmin, mi ritrovo 1.381′ sui citati 5.291 – con dietro i ¾ dei Runners, nella più partecipata competizione di Atletica Leggera mai disputata nel Mezzogiorno – e con la meritata cazziata del nostro immarcescibile inarrivabile ipermotivante Preside’ che, comunque obiettivamente, ha sempre ragione Lui visto che ero passato addirittura 1.157° all’intermedio di 45’47” dei 10 km.

Lungo il percorso, a tifare per me che – da Scansafatiche Partenopeo, nella radice etnica – non mi sarei altrimenti neanche iscritto, sfilava nitidamente “on my mind” il nostro Magico Team della VVA e mi sentivo di nuovo UNO DI NOI: dalle immagini al mattino mentre giro al contrario sul laghetto per godermi i Vostri scatti irraggiungibili ai miei abbandoni da rinunciatario incallito a villa Glori quando proprio non Vi acchiappo, agli sfottò sulla pista dei Marmi che tanto neanche mi ingarello in corsia, alla posizione di Gregario in cui scivolo inesorabilmente per l’Anagrafe che mi condanna a dare posto molto volentieri sulla scena ai nostri Campioni Emergenti specialmente tra le Virtuose e per cui ovviamente applaudirò entusiasta in futuro dalla platea.
Grazie di cuore, per avermi donato la Contagiosa Energia – dopo l’Epica Battaglia della Tre Comuni, in cui Vi ho scrutati allibito mentre Vi arrampicavate in maniera per me impensabile – di affrontare una prova del genere, alla mia età e con i miei acciacchi.
Per sempre, con Voi – anche aleggiando, con lo Spirito, come ho sottolineato a Giancarlonce Cesetti e a Crazy Horse ancora più Veterani di me – e … JAMME JA

P.S. una dedica integrativa, per i miei Compagni di Merende nelle strapaesane terrone, dal folle Vicino di Casa – il nostro capitan Armandone – a Chicco, che ci scarrozza in macchina nel frattempo che guarisce Massimotto da un incidente dei nostri sul papariello (dall’italiano: scooter) ed a Tommy, con l’altro tesserato della VVA quaggiù don Antonio Papolino oggi al best in 2H35’00” (in netto miglioramento perché, al precedente cimento nel nostro hinterland, arrivò a palco smontato per cui solamente la mia Amicizia con il cronometrista Robertino Torisco ne comportò l’inserimento “a occhio & croce” nel dignitoso per un pelo dal momento che penultimo posto in classifica: n.d.r.) e che si segnala parecchio per il cognato Mario Santagata, tra i miei Amici più cari in assoluto pure per la Pazienza da Giobbe con cui ci ha aspettati alla recente 28 km di pellegrinaggio alla Basilica di Pompei (NA) fulcro del Cattolicesimo Campano nonché per la Grinta Rivitalizzante che mi regala nei nostri scambi epistolari di un migliaio di sabati consecutivi.

Ah, chiedo ai coniugi Maritti di tenere da parte una stanza per 2 di loro che intendono inaugurare la 42k il prossimo 8/4 a Roma per cui – cara Anna Rita – “aggiungi un posto a tavola”.
Come al solito, “c’a’ Maronna V’accumpagne” con UN ABBRACCIO CIRCOLARE a Voi ed alle Vostre Famiglie … forza VVA

  • Max

    Grande Fra’, unico anche nel descrivere la gara, per quel poco che conosco Napoli, mi sembrava di correre insieme al tuo fianco.

    P.s. la pecora nera, ormai sono io, neanche se venissi spinto, potrei fare il tuo tempo

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  • Anna Maria

    Bellissimo questo articolo! Forza VVA
    Una napoletana

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  • mario

    Sono commosso dall’articolo del dottor Francesco Giorgio è davvero mitico e grandioso sono un suo spassionatissimo tifoso!!!!!!!!!!! forza caro dottore corra anche per me!

    MARIO SANTAGATA

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