La prima edizione del Cahllenge 70.3 di Riccione vede la presenza di 2 nostri virtuosi sulla linea sabbiosa dello start: il grandissimo Pietro “Caparezza” Sodani e l’inarrestabile Luca Vecchia.
La giornata non è molto soleggiata ma la cosa non spaventa i nostri, anzi, potrebbe essere di aiuto per non avere troppo caldo durante i 90km di bicicletta su per le pendenze del Montefeltro (974mt di dislivello su 90km di gara) e per la successiva mezza maratona nella rinomata cittadina della costiera adriatica.
Gli atleti in partenza solo circa 800. La zona cambio, come sempre, una visuale suggestiva di biciclette ordinatamente stipate sulle rastrelliere.
Appuntamento, almeno per una volta, “comodo”; la partenza alle 10 permette ai nostri virtuosi – accompagnati dai nostri amici del mercoledì Maria Francesca (meglio nota come IronProf), Manuel e Roberto – di fare la colazione con comodo e di raggiungere la zona cambio con calma dove hanno appuntamento con Pietro.

E’ in zona cambio che inizia la gara: anche se lo sparo d’inizio non c’è ancora stato, in zona cambio bisogna fare le cose per bene e con ordine perché poi, quando si esce dall’acqua e si prende la bici o quando si lascia la bicicletta e si mettono le scarpe da corsa la lucidità non è molta e si rischia di perdere minuti preziosi per non aver sistemato tutto per bene. Quindi: bicicletta sulla rastrelliera, cinta porta-pettorale (con pettorale!) sul manubrio, casco sopra la bici, scarpe da bici e calzini per terra lato catena e subito dietro le scarpe da corsa, un panino, gel, barrette, acqua. Un ultimo controllo a tutto e via a mettersi la muta!

Il clima pregara come sempre è goliardico ma l’adrenalina, man mano che si avvicina l’ora X inizia a salire. Muta indossata, ultimo check e si va in partenza.
La spiaggia è fredda e umida e il tuffo al mare in una prima mattina di maggio non è propriamente piacevole ma va fatto per abituarsi all’acqua.

 

 

Ore 10 partono i Pro, prima gli uomini e poi le donne, a seguire, scaglionati, i nostri amici: prima Maria Francesca, poi a seguire Luca, Manuel, Pietro e Roberto.
Il mare non è piatto e la corrente diagonale è bella forte. I nostri però sono ben preparati e escono dall’acqua tutti in buone posizioni. La spiaggia dalla zona cambio dista circa 300mt che servono per liberarsi della muta (solo la parte superiore altrimenti si è squalificati), della cuffia, degli occhialetti e, soprattutto, per cercare di fare mente locale su cosa dover fare in zona cambio, il tutto correndo più forte possibile!

I nostri arrivano in zona cambio, si finiscono di togliere la muta, casco, pettorale, calzini, scarpe e via, direzione Monte Cerignone e ritorno!

Esce per primo dalla zona cambio Luca, seguito da Maria Francesca, poi Roberto Manuel e Pietro. Il tratto di bici iniziale è pedalabile fino al 15° km e in questo tratto i nostri Virtuosi ne approfittano per bere e mangiare qualcosa per prendere energie per la salita che li aspetta. Al 15° km primo violento strappo. Una salita con pendenza al 16% abbastanza breve ma che toglie il respiro. Da lì iniziano le salite. Tante salite. Alcune 

molto dure. Si sale, sale, sale fino a che finalmente inizia un discesone tecnico molto difficile e pericoloso. I nostri si buttano giù a 70km/h. La pacchia però dura pochi km. Inizia l’ultima salita verso Monte Cerignone. La più dura. Ma non si è Virtuosi per caso e quindi si stringe i denti e….jamme ja! Anche Monte Cerignone è conquistato!
Finalmente inizia la discesa. Adesso si devono recuperare i minuti persi in salita. La media sale: 35-40 Km/h.
Dopo circa 3 ore di bici si entra a Riccione, l’ultimo piattone di 5km controvento e si è di nuovo in zona cambio. Si lascia la bici sulla rastrelliera, si cambiano le scarpe e via!
La sensazione delle gambe nella corsa, dopo una bici così pesante, è molto strana: le gambe sembrano di gelatina! Però i nostri non si perdono d’animo e, abituati alle salite di Villa Ada e alle strigliate del nostro Presidente Max, trovano da subito un buon ritmo.
I giri da compiere sono tre, il cielo inizia a schiarirsi e l’umidità sale a livelli tropicali.
Luca trova da subito un buon “gancio” con la “pro” Spimi che, già al suo secondo giro, è un po’ “cotta”, ma sempre pro è!. Il terzo giro si trova da solo ed è il momento di stringere i denti. La stanchezza inizia a farsi sentire ma l’arrivo è vicino: solo 7km e si va a prendere la finish line. Dopo il 18km inizia ad aumentare il ritmo e all’ultimo km inizia l’allungo finale. Non si sa come trova anche le forze per uno sprint per bruciare una decina di concorrenti. Tempo finale 5h 25’ e 21”, non male per un 70.3 cos’ tosto.
Segue a ruota Roberto che riesce a chiudere la gara con un ottimo 5.43.33 che gli permette di essere 10° di categoria.
Manuel (futuro virtuoso), vede la sua gara praticamente “finire” durante la frazione bici per una squalifica ingiusta (difatti poi cancellata grazie anche alla testimonianza di vari atleti). 20 ‘ di discussioni col giudice gli fanno perdere parecchie posizioni ma non la volontà di arrivare a medaglia e chiude con il tempo di 6h10’56”
La nostra amica maria Francesca chiude la gara migliorandosi notevolmente rispetto allo scorso anno e chiude i3” sopra le 6h 12’. Ottima 11^ di categoria. Brava!!
Chiude la gara il secondo virtuoso in gara: il grande Pietro Sodani che, nonostante un’ottima frazione di nuoto e una buona frazione di bici, soffre numerosi problemi fisici durante la corsa, prima alla schiena e poi al ginocchio, che lo costringono a fermarsi più volte. Indomito come un virtuoso sa essere però il “ragazzo” stringe i denti e si va a prendere la finish line e la meritatissima medaglia!

Complimenti a tutti dalla Redazione!

….e jamme Ja Virtus!

 

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