di Giuseppe Maria Petrone

Medium Trail dei Monti Simbruini
Un diabetico tra le montagne. Lo zucchero nel cielo
1 luglio 2018 Monte Livata
Ho bisogno di volare in alto, di perdere i pensieri nei boschi e nelle montagne, di portarmi dove lo spirito è libero e appagato si sente in armonia con il creato. Gara magica a monte Livata,  dove la voglia di solitudine e isolamento si mischia poi con la caparbietà di un risultato,  di un impresa.  Parto tra gli ultimi,  umile di fronte all’impresa che mi aspetta….29km e 1200 mt tra salite e poi discese. La voglia di stare ultimo dura poche decine di metri.  Inizia subito la corsa e la rincorsa. Voglio andare forte, conquistare la vetta. Non ho bisogno oggi di compagni di viaggio, sento la montagna vicina. Gli amici sono ai  ristori, ti offrono da bere, chiedono come stai, sono bravissimi. Mi disseto e continuo,  corro con qualcuno, ma dura poco, vado al mio ritmo, non aspetto e non mi forzo. I boschi si susseguono, i chilometri scorrono. Alcuni passaggi li ritrovo, altri mi sono nuovi. Si apre la vista verso la cima di Monte Autore. Il mio obiettivo è questo. Non ricordo per niente la pietraia che mi porta fin sulla vetta. Sono rapito delle valli che si aprono a tutto cerchio. La croce, la vetta, la gioia. Si corre verso le vedute, il fianco della montagna mostra altri panorami. Incontro mio fratello,  mio accompagnatore oggi, mio e di Ilaria.  Mi sprona, mi incita, mi dice che sto andando forte. Ma ormai la cima la ho già passata,  continuo, ma le forze iniziamo a scarseggiare, ho dato tanto, ma tanto mi è stato ridato. Continuo a scendere, campo dell’Osso,  ancora mio fratello, e dai, e dai. Corriamo insieme. Che gioia, io stanco, ma lui al mio fianco che mi fa foto e selfie. Ultimi due chilometri,  i più duri. Si scende su una vecchia pista da sci, nera. Le gambe, il ginocchio mi duole, i muscoli sono al limite dei crampi. Peccato, mi passa il primo, il secondo e il terzo. Ok, vedo l’arrivo, la pendenza diminuisce, ci sono, non passa più nessuno, ma ormai non mi importa,  è già finita. Sono io, oggi il 32esimo di questa gara.  Diciotto i minuti meno della gara del 2016. La Virtus Villa Ada c’è.  Ci sono io!! E mio fratello Daniele ad accogliermi al traguardo. Questo posto è unico, c’è fratellanza,  accoglienza e amicizia. Una splendida organizzazione.  Ognuno è chiamato per nome al suo traguardo, accolto con tanta festa. Al pasta party ci si rincontra, si sta insieme, e si brinda alla vita. È chissà che il prossimo anno non sia quello del Gtms…..90km!!

 

 

 

 

  • Francesco

    G R A N D I S S I M O Giuseppe

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