Sarà stata la Crepe?

Nel caldo estivo cado nell’invito del Podrini amico di tanti km: “dai venite a fare la mezza di Trani il 13 ottobre”. A fine luglio è deciso, ci si iscrive. Il gruppetto Virtus si forma con Catalina, Livio e chiaramente Erika.

Arriva quindi agosto e con lui l’inizio della preparazione per la maratona di Valencia, la mezza di Trani ci sta perfettamente ad ottobre, una bella gara di taratura. La preparazione va bene, le gambe sembrano brillanti e i tempi scendono, sono fiducioso. Accanto a me Catalina macina chilometri sempre più velocemente, tutto bene dunque e partendo dai nostri racconti Federico immagina una prestazione sfavillante, ci vende ai suoi amici organizzatori come predatori di posizioni da top runner. Le aspettative sono altissime.

È venerdì mattina e parto per un allenamento progressivo a Villa glori, un mostro, sapendo però che avrò un traino d’eccellenza, il grande Raffa. Partiamo brillanti, ogni due km caliamo di 10 sec e al 6 booom, gambe immobili. Mi fermo perplesso e mi dico vabbe un po’ di stanchezza, lettura che mi viene poi proposta da tutti.

Il pomeriggio il viaggio di andata vola sereno con Cata, Livio e Renata tra chiacchiere, taralli e dolcetti. Così come sereno è il sabato con le visite a cattedrale e castello, pranzo casalingo con pennica e oretta di mare.

La sera si va a vedere la Trani by Night, una garetta da 5km e resto stupito della partecipazione allegra con musica e balli, una vera festa che ci fa godere la passeggiata notturna.

La mattina mi sento bene, le gambe un po’ dure ma si sciolgono con il riscaldamento.

Primo intoppo, Federico entra nella griglia dei top con Erika mentre io e Livio rimbalziamo in fondo, ci mancava l’accredito, nel frattempo Catalina tranquilla si era già posizionata con poco stress in seconda griglia.

Partiamo, troppa gente, inutile dannarsi, vado piano, me la godo. Nel frattempo Livio è scomparso. Dopo quasi 1 km supero Cata e mi metto sul passo, 4.30 facile. Arrivo al decimo mi sento leggero e superbamente penso, ora sì che mi diverto, faccio il progressivo che ho cannato venerdì, avrei anche telefonato a Raffa di raggiungermi ma non avevo il cellulare con me.

Subito però mi dico, meglio aspettare un altro chilometro, così di progressivo ne faccio 10 esatti. Mi è bastato quel chilometro per capire che Napoleone a Waterloo se l’è cavata meglio quanto avrei finito io la gara. Al dodicesimo le gambe iniziano a soffrire seriamente, ma cerco comunque di spingere, poi inizia una bella salita, di quelle che chiamano, incrocio Erika che scuote la testa e dall’altra parte passa Livio: “Daje Livio!! Fai la doccia e butta la pasta, io arrivo con calma” quelli intorno a me ridono, io un po’ meno.

Giro della rotatoria, inizia la discesa e niente, le gambe di marmo tanto che al quindicesimo valuto di fermarmi e mentre penso, splat il mio vicino cade a mani aperte sull’asfalto. Accidenti, mi devo fermare per soccorrerlo!! Ma che vigliacco a sfruttare la sofferenza altrui. Riparto ma dopo poco mi fermo di nuovo e poi ancora. Mentre cammino un pacer mi guarda e mi dice “ma dai, che fai, vieni con noi”, ha lo sguardo allegro, quasi saltella e provo ad agganciarmi. Per tre km riesco a tenere il suo passo, 4.35, neanche male. Poi cedo di nuovo e finisco trotterellando pochi secondi davanti a Erika.

Cerco di far finta di nulla e corro indietro per riprendere Cata, così giusto per non pensare.

A fine gara tiriamo le somme dei tempi. Oltre al sottoscritto anche Livio e Erika non se la sono cavata bene, Catalina ha fatto il suo … ma … che cavolo!! Il Podrini mi ha dato una suonata leggendaria.

A differenza della gara, nella quale è partito in tromba, la sua perculata parte in sordina, sembra quasi un signore all’inizio, ma pian piano si scopre con un crescendo che termina con il coro “che siete venuti, che siete venuti, che siete venuti a fa’!”

Strano, stavo bene, ero allenato, ho dormito bene, ho mangiato leggero, solo una MegaCrepe alla Nutella sabato sera tornando … l’avevo omessa prima … sarà stata quella?

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